😈 La strada per l'inferno
La strada per l’inferno è lastricata di avverbi.
Stephen King
Gli avverbi sono comodi.
Quando Stephen King dice che la strada per l’inferno è lastricata di avverbi, sta indicando una scorciatoia.
E spesso le scorciatoie, nella scrittura, portano fuori strada.
“Disse nervosamente.”
“Rispose freddamente.”
“Camminava lentamente.”
Funziona? Letteralmente si, ma toglie forza alla storia.
Perché l’avverbio spiega.
E ogni volta che spieghi al lettore cosa deve sentire, gli stai togliendo qualcosa.
Stai togliendo spazio.
Stai togliendo immaginazione.
Stai togliendo fiducia.
“Disse nervosamente” è facile.
Far sentire il nervosismo senza dirlo è scrittura.
Una mano che trema.
Una frase interrotta.
Uno sguardo che scappa.
Gli avverbi sono stampelle.
E se ti abitui alle stampelle, smetti di camminare.
Gli avverbi sono la tentazione
Perché gli avverbi sono veloci,
invisibili,
e sembrano innocui.
Ma accumulati pagina dopo pagina,
appiattiscono tutto.
E allora sì, la strada è lastricata.
Non da errori evidenti,
ma da piccole rinunce.
E forse scrivere è anche questo:
togliere le scorciatoie.
Rallentare.
Scegliere la parola giusta,
invece della parola facile.
E avere il coraggio di lasciare al lettore il lavoro più bello:
capire da solo.
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