🎩 Prendere sul serio l'assurdo


C’è un libro che dimostra una cosa fondamentale:

si può costruire un universo intero partendo da una guida per autostoppisti intergalattici.

Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams non è solo fantascienza.

È un atto di sabotaggio narrativo.

La Terra viene distrutta per fare posto a un’autostrada intergalattica.

La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto è 42.

Gli asciugamani sono oggetti strategici.

Eppure funziona. Funziona maledettamente bene.


Perché?

Perché Adams non usa l'assurdo per fare il buffone. 

Lo usa per dire la verità.

L’assurdo è una lente.

Quando tutto è illogico, l’unica cosa che resta davvero visibile... siamo noi. 

Noi e tutte le nostre convinzioni, i nostri punti di vista smontati pezzo per pezzo.

Eppure...

La burocrazia cosmica somiglia terribilmente alla nostra.

L’ansia esistenziale sopravvive anche nello spazio profondo.

La tecnologia avanzatissima non risolve il vuoto.

Per chi scrive, è una bella lezione:

L’assurdo non è fuga dalla realtà, è un modo per smontarla, per riscriverla.

L’ironia non è leggerezza, è precisione chirurgica travestita da sorriso.

La fantascienza non è ambientazione, è libertà strutturale.

Adams può fare qualsiasi cosa perché ha capito una cosa semplice:

se il mondo è coerente nella sua follia, il lettore lo seguirà ovunque.


La Guida galattica per autostoppisti non si preoccupa di essere plausibile.

Si preoccupa di essere coerente e soprattutto...

di creare meraviglia.

Non sai mai quale idea arriverà alla riga successiva.

Un pesce infilato nell’orecchio che traduce tutte le lingue.

Un robot depresso.

Un pianeta costruito su misura per un’ossessione.

Non è solo comicità, è immaginazione allo stato puro.

È la sensazione che l’universo sia più grande, più strano, più imprevedibile di quanto pensassi cinque minuti prima.

Ed è questa meraviglia che tiene tutto in piedi.

Perché l’assurdo funziona quando genera stupore, non solo risate.

E forse è questo il punto per chi scrive:

non chiederti se la tua idea è troppo strana.

Chiediti se è abbastanza coerente e meravigliosa da reggersi in piedi.

L’assurdo appassiona quando è serio.

L’ironia colpisce quando è precisa.

La fantascienza funziona quando parla di noi.

E se la risposta è 42,

la domanda, forse, è...

come scrivere, senza avere paura di cosa scrivere?

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