🖋 Una promessa per l’anno nuovo



Prometto di scrivere per divertirmi.

Non sempre.

Non perfettamente.

Ma abbastanza da ricordarmi perché ho iniziato.

Prometto di scrivere con piacere

Scrivere non deve essere una punizione.

Né un dovere.

Né una gara con me stesso.

Prometto di scrivere anche quando è gioco.

Quando una frase mi sorprende.

Quando una pagina gira bene e mi viene da pensare: ah, però.

La scrittura è fatica, sì.

Ma è anche allegria improvvisa.

E io voglio tenermi entrambe.

Prometto di migliorarmi, senza ossessioni

Prometto di diventare un po’ più bravo.

Con calma.

Sbagliando.

Scriverò per capire meglio come funziona una frase.

Un ritmo.

Una voce.

Non per diventare qualcun altro.

Ma per diventare più preciso in quello che sono.

Prometto di leggere di più (e meglio)

Perché senza lettura la scrittura si impoverisce.

Diventa autoreferenziale.

Si stanca.

Prometto di leggere per imparare.

Per rubare con eleganza.

Per ricordarmi che non sono solo.

Ogni libro è una finestra aperta.

E io voglio più aria quest’anno.

Prometto di far entrare la letteratura nella vita.

Non come un feticcio snob.

Non come una cosa a parte.

Ma come una presenza quotidiana.

Un modo di stare meglio.

Di capire.

Di respirare.

Scrivere e leggere non per fuggire dal mondo, ma per abitarlo meglio.

Se devo fare una promessa, è questa

Che la scrittura e la letteratura

siano una parte viva del mio anno nuovo.

Vera, giocosa, necessaria.

Se mi farà crescere come scrittore, bene.

Se mi farà stare meglio come persona, ancora meglio.

E se ogni tanto mi farà ridere,

allora vuol dire che sto andando nella direzione giusta.

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